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Il paese e la sua storia

Madone, uno dei 244 comuni della Provincia di Bergamo, è collocato insieme con altri 20 comuni nella zona di "pianura alta" denominata Isola Bergamasca.

La sua altitudine s.l.m. varia dai 214 m nella zona del "Bedesco" verso Bottanuco ai 196 m verso il comune di Filago.

Dista dal capoluogo bergamasco circa 14 km. La superficie del territorio comunale è di 2,98 chilometri quadrati con un numero di abitanti pari a 3.999 alla data 31/12/2009.

Non c'è alcun documento che possa attestare le origini della comunità di Madone, le quali devono comunque risalire ad epoche assai lontane.

Indagini storiche in corso stanno accertando la presenza in questo luogo di un probabile insediamento romano, risalente al II - III secolo D.C.

Le tracce ancora visibili della centuriazione romana ed il rinvenimento di monete relative al periodo dioclezianeo ne sono una forte prova indiziaria.

Negli scavi eseguiti dalla società Radaelli e Perego per ricavare argilla per laterizi, vennero infatti alla luce frammenti di tombe dell'epoca romana e in esse caratteristiche anforette funerarie nonchè monete di rame e di argento dell'epoca dell'imperatore Massimino.

Con tutta probabilità in questa zona esisteva in epoca antichissima una fornace di laterizi che è stata agli inizi di questo secolo l'industria del paese e dalla quale Madone può avere ricavato il nome e lo stemma araldico: un campo bianco attraversato orizzontalmente nel mezzo da una barra rossa sormontata da due altre più brevi e una terza sotto di identico colore avente pressappoco la figura di tre mattoni.

Il Maironi da Ponte, nel suo dizionario Odeporico, al nome Madone accenna alla tradizione antichissima, che farebbe risalire ai primi secoli della cristianità il vano sotterraneo dell'Oratorio campestre di S. Pantaleone.

Il Belotti, nella storia di Bergamo, scrive che i lontani antenati madonesi, agricoltori e fornaciai, devono aver fatto parte del "pagus Fortunensis" che avevano in Suisio il centro nel tempio dedicato alla Dea Fortuna, mentre più tardi, al diffondersi del cristianesimo, tale centro si spostò a Terno d'Isola, che risulta una delle più antiche pievi della terra bergamasca.

Una pergamena altomedievale risalente a cavallo tra il IX ed il X secolo ci fornisce la prova più antica del nome "Madone", rivelandoci anche la presenza attiva di almeno sette famiglie di contadini che già coltivano trecento/quattrocento pertiche di terreno nel luogo denominato "Madono".

La precisa definizione territoriale di questo luogo risale a più di seicento anni fa.

Il giorno 7 luglio del 1392, con atto del notaio Gasparino fu Giovanni di Mozzo, i rappresentanti del Comune di Madone fecero le operazioni di ricognizione dei confini territoriali, insieme ai rappresentanti dei comuni limitrofi di Bonate Sotto, Filago, Rodi, Bottanuco, Suisio e Chignolo.

Madone ha subito di certo vicende più tristi che liete, specie nei tempi di fazioni, che desolarono per tanti anni la plaga dell'isola.

Per il trovarsi poi Madone poco lontano dal territorio di Milano e dalle tormentate rive dell'Adda, dovette non poche volte subire le incursioni delle soldatesche nei frequenti passaggi da Bergamo dei Visconti e dei Malatesta, da questi a Venezia, da Venezia ai francesi e poi di nuovo a Venezia.

Seppur non certo, sembra che Madone parteggiasse per i Ghibellini: questo lo si deduce dal fatto che fu vittima più volte di scorrerie da parte dei Colleoni di Trezzo, notoriamente di parte guelfa.

Madone ebbe personaggi illustri a testimoniare come anche dal ceppo umile della gente di campagna sono usciti uomini degni di passare alla storia.

Da ricerche fatte da Don Davide Brevi, Prevosto di Madone, risulta che agli anni 1216/1236 visse un Albertus da Madone ludex et consul justitiae.

Nel periodo 1320/1360 in atti esistenti nell'archivio della Cattedrale, sono nominati un Guglielmus ed un Betinus come Consiliarii Civitatis.

Il Guglielmus ebbe per moglie una figlia del celebre giureconsulto Alberigo da Rosciate, il che dà motivo di credere che fosse un uomo prestigioso.

Altro insigne personaggio contemporaneo di Guglielmo è Virginio da Madone, diretto collaboratore di Alberico da Rosciate nella compilazione degli statuti di Bergamo nel 1331.

Sembra anche accertato che questo Virginio sia stato compagno di Alberico nell'ambasciata che il consiglio generale di Bergamo nel 1341 mandò ad Avignone presso il Papa Benedetto XII per ottenere la soluzione della scomunica che gravava sui bergamaschi per aver aderito a Matteo Galeazzo Visconti e a Ludovico il Bavaro contro la Santa Sede.

I primi grossi proprietari di cui si hanno notizie chiare furono i monaci benedettini di Fontanella (Sotto Il Monte) i Conti Boselli, proprietari del beneficio di “S. Maria Donnazana” (ora S. Pantaleone), ed i Maldura, ai quali apparteneva il “castello” di Madone situato probabilmente al centro del caseggiato allora esistente (nei pressi dell’attuale Via Piave) e che fu distrutto “… dalle genti dei Colleoni di Trezzo … “ (Effemeride, Donato Calvi Vol 1).

La famiglia dei nobili Zineroni acquistò beni nel territorio di Madone nel secolo XVII e vi costruì prima il palazzo (abbattuto nel 1962 per far posto all’attuale scuola materna) come dimora estiva e più tardi, nella metà del secolo XVIII, eresse nel 1746 un “Oratorio” (sostituito poi dall'attuale chiesetta nel 1872) dedicato a San Vincenzo Ferreri.

Anche le origini della Parrocchia di S. Giovanni Battista sono antiche, risalgono infatti al periodo medioevale.

Il primo documento attestante la presenza di un "clericus" della chiesa di S. Giovanni in Madone, porta la data del 6 febbraio 1208.

Anche la chiesetta campestre di S. Maria Donazana è d'origine medievale e la troviamo citata, per la prima volta, in un documento del 1260.

Dal 1778 questo Oratorio è intitolato a San Pantaleone martire.

Dalla fine del Seicento si hanno notizie anche di un Oratorio privato dedicato a S. Luigi, collocato nell'antico casseggiato dei conti Boselli, posto nell'allora "Madone di sopra".

L’attuale parrocchiale dedicata a S. Giovanni Battista fu consacrata nel 1925 dopo quattordici anni dalla posa della prima pietra.

Fino al 1860 l'Amministrazione Civica era retta dal "Convocato" (assemblea degli estimati).

L'autonomia amministrativa di questo comune risale al periodo dell'Unificazione Italiana, proclamata il 17 marzo 1861.

Madone divenne comune autonomo con Consiglio e Giunta deliberativa, ma lo fu solo fino al 1928, anno in cui venne accorpato con Chignolo d'Isola, prendendo la denominazione di "Centrisola": tale restò per un ventennio e cioè fino al 1948, anno della restituzione dell'autonomia comunale.