Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista (1911-1925),Piazza San Giovanni

Info Generali

Il distico (di D. Brevi) inciso sulla lapide posta sopra il portale d’ingresso della chiesa parrocchiale, tradotto dal latino dallo stesso autore, così recita:

IL TEMPIO COL SUO FASTIGIO DIRA’ SEMPRE, QUANTO POSSA LA PIETA’ E LA CONCORDIA DI UN POPOLO 

L’edificio è a pianta a croce latina e fu progettato dall’Ingegnere Luigi Angelini di Bergamo (1884-1969) in stile neoromanico, con licenze varie ispirate al gusto eclettico del tempo. Il progetto originale prevedeva proporzioni diverse per l'edificio, e venne modificato in corso d’opera per venire incontro ai gusti della comunità locale committente, che non seppe comprendere appieno la purezza del progetto ed esigette un innalzamento di alcune parti dell’edificio  con il risultato di alterare le proporzioni estetiche proprie dello stile architettonico proposto dall’architetto e dal parroco.

Il progettista e l’allora parroco Don Davide Brevi (1876-1946), coadiuvati dal polivalente assistente ai lavori Vincenzo Pio Malvestiti (1861-1919), ebbero l'importante intuizione di utilizzare, come materiale prevalente nella costruzione, i mattoni composti da argilla locale e prodotti dalla  locale fornace laterizi: un segno di affermazione dell'identità del luogo di Madone.  Sempre in termini di valorizzazione del territorio locale è da leggere la scelta dell'uso di elementi in Ceppo di Brembate, materiale proveniente dalle cave del fiume Brembo e dell’Adda, nella zona bassa dell’Isola Brembana. 

L’opera, iniziata nel 1911, venne sospesa nel 1916 a causa del primo Conflitto Mondiale (1914-1918) e fu conclusa solamente dopo quindici anni, nel 1925. 

Un quarto di secolo dopo, dal 1949 al 1952, per iniziativa del parroco Don Antonio Bianchi l’interno della chiesa fu decorato e affrescato, con il ciclo pittorico (una sorta di percorso di catechesi), realizzato dall’artista trevigliese Giacomo Belotti (1887-1967).

(Bruno Ceresoli, Vincenzo Malvestiti)

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